Dove giocherà adesso? Resterà in Italia e la maglia di quale squadre indosserà? Sarà stuzzicato dalla tentazione di misurarsi in un campionato ricco e competitivo come la Premier League? Prenderà lezioni di spagnolo (Atletico Madrid) oppure imparerà il portoghese così da comunicare meglio con José Mourinho? La realtà è che, per quanto ci sia già qualcosa che bolle in pentola, in questo momento ha un caos in testa e ha bisogno di rimettere a posto i pensieri.

In cuor suo una scelta l’ha già fatta, il prossimo contratto che firmerà sarà decisivo e non dovranno esserci ombre: non è più un giovanotto talentuoso che può spaccare il mondo, non è diventato il campione di cui non si può fare a meno e quando dirà sì lo farà per andare in una squadra che gli offre l’opportunità di restare su livelli di competitività alti e solide certezze. Una anzitutto, al di là della parte economica: sentirsi finalmente importante e imprescindibile come non gli è sempre capitato (o lui stesso non è riuscito a esserlo per alterne fortune) in bianconero.

 

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