Sono almeno tre gli italianissimi motivi in nome dei quali seguire il motomondiale sarà un piacere. Il primo lo conosciamo da oltre vent’anni. Valentino Rossi appartiene alla cultura nazionalpopolare del Bel Paese.

Ci siamo lasciati sedurre dalla sua esuberanza adolescenziale, per poi riconoscerci nella testarda insistenza del Grande Vecchio aggrappato al sogno della Decima conquista. Narrano gli esperti che facili le cose non saranno, in questo 2017, per l’ex ragazzo di Tavullia: a parte Marquez, il nuovo compagno Viñales pare in possesso della dote del Predestinato. Ma Vale noi italiani abbiamo imparato ad apprezzarlo per la irriducibile propensione a generare lo stupore altrui: qualcosa si inventerà.

Il secondo motivo è dipinto di Rosso, il Rosso Ducati. I padroni tedeschi della Audi sono stati lungimiranti: non hanno rinnegato le radici della azienda di Borgo Panigale e hanno voluto l’ingaggio di Jorge Lorenzo per alzare il livello della sfida. La Ducati è Davide tra i Golia (Honda, Yamaha) giapponesi: dovesse imporsi, sarebbe un trionfo della italianità migliore. Infine, nel motomondiale 2017 debutta il team del papà del Sic. Conosco Paolo Simoncelli: è una bellissima persona, con tante cose da insegnare ai giovani. A volte i genitori sono gli eredi dei figli, davvero

fonte quotidiano.net

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